Il 13 settembre 2022 moriva in solitudine Giuseppe Pino, per chi non lo conosce uno dei più grandi fotografi italiani del secondo ‘900. La notizia mi raggiunse di sorpresa, inaspettata e dolorosa. L’ultima volta che avevo visto Giuseppe era il 2014 in occasione della presentazione della sua più importante monografia edita da Damiani e presentata nella libreria di Giorgio Armani in via Manzoni a Milano. Parlammo a lungo perchè non ci si vedeva da anni e notai che già aveva dei disturbi. Nel passato oltre ad avere lavorato insieme a diverse importanti campagne pubblicitarie per la moda e redazionali per L’Uomo Vogue ci accomunava la passione per il jazz e poiché lui (più grande di me) aveva una strepitosa collezione di LP spesso andavo da lui in via S. Maria Fulcorina a ascoltarti e a divagare su argomenti vari. Poi andò in America per molti anni e ci perdemmo un po’ di vista.
Alla morte, l’archivio è stato messo sotto tutela della sovrintendenza ai beni culturali come patrimonio culturale italiano. Ho pensato che fosse necessario rivalutare il suo lavoro, sconosciuto ai giovani e dimenticato da molti adulti. Ho così iniziato a cercare chi fossero gli eredi per poter sviluppare un programma a favore del lascito. Ho anche pensato che il luogo migliore dove poteva essere custodito l’archivio e la memoria di Giuseppe ,sarebbe stato il Superstudio 13, in via Forcella a Milano. Quelli sono gli studi primari dove si è sviluppata la cultura fotografica italiana e internazionale in Italia, luogo di eccellenza dove sempre Giuseppe lavorava quando necessitava di uno studio a Milano. Ho quindi chiamato Gisella Borioli che consapevole del valore del lavoro di Giuseppe,quando le ho chiesto se aveva uno spazio per collocare l’archivio, è stata subito entusiasta e così oggi abbiamo una casa dove poter iniziare un lavoro di rivalutazione.
Coincidenza? é morto il 13 e ora è al 13!
Pier Paolo Pitacco
Lascia un commento